seo per artigiani

SEO per artigiani: come Edoralab è passato da sito vetrina a clienti reali

La SEO per artigiani è spesso vista come qualcosa di complicato o poco adatto a chi lavora con le mani, con la cura e con il tempo delle cose fatte bene.

Eppure, nella maggior parte dei casi, il problema non è il tipo di attività, ma la direzione che prende il sito.

Capita spesso di avere uno spazio online che racconta quello che fai, ma che non viene trovato, non intercetta ricerche reali e non porta richieste. A volte viene anche detto che è normale, che con un’attività artigianale o con uno shop esterno come Etsy sia difficile posizionarsi.

In realtà non è una questione di possibilità, ma di scelte. Quando il sito inizia a parlare la lingua di chi cerca, cambia tutto.

Questo caso studio nasce proprio da qui.

Il progetto Edoralab: come è iniziato

Oggi ti racconto del lavoro SEO che ho seguito per Edoralab, il progetto di Paola, un’artigiana che realizza bomboniere artigianali.

Paola mi ha trovata su Instagram, dopo una live sulla SEO, e mi ha contattata con un dubbio molto concreto: le era stato detto che il suo sito non fosse posizionabile. E questa cosa, a un certo punto, aveva iniziato a crederla anche lei.

Il punto di partenza

Paola aveva già un sito WordPress. Un sito curato, ma pensato come vetrina: i prodotti rimandavano a Etsy e non c’era una vera struttura pensata per intercettare le ricerche su Google.

Il problema, però, non era tecnico. Il sito parlava di bomboniere e cerimonie in modo molto ampio, troppo ampio.

Non rispondeva a ricerche specifiche, non intercettava bisogni concreti del suo target. In pratica: il sito non appariva su Google. E soprattutto, non portava richieste.

SEO per artigiani: la strategia

Quello che ho visto io è stato diverso. Non un sito “non posizionabile”, ma un progetto senza direzione SEO. Conoscevo già il settore, in passato negli anni in agenza avevo lavorato per degli entri no profit, contribuendo a farli arrivare ai primi posti per parole chiave competitive come bomboniere solidali. Sapevo che il problema non era dove vendeva (Etsy), ma come si raccontava, sul suo sito wordpress, che invece stava perdendo un’opportunità.

La scelta è stata quindi chiara fin da subito: restringere il focus.

Siamo passati da contenuti generici a contenuti verticali:

Abbiamo costruito categorie e contenuti pensati per intercettare ricerche reali. Non si trattava di “aggiungere SEO”. Si trattava di dare una direzione al sito.

Cosa ho fatto nel concreto

Il lavoro si è sviluppato in modo graduale. Prima abbiamo lavorato sulla struttura:

  • riorganizzazione del sito
  • creazione di categorie strategiche
  • revisione dei contenuti esistenti

Poi siamo passate ai contenuti:

  • ottimizzazione degli articoli già presenti
  • gestione del blog per circa 6 mesi
  • pubblicazione costante di nuovi articoli (2 al mese)

È stato un lavoro continuo, senza forzature, ma coerente. Ed è lì che il sito ha iniziato a cambiare passo.

I risultati di Paola

I risultati non sono arrivati subito. Ma mese dopo mese il sito ha iniziato a crescere.
Il sito quando ho fatto l’audit SEO aveva poche parole chiave su Google, erano circa 43, il traffico organico era molto esiguo. Oggi le parole chiave sono più di 500 e sono aumentati anche i click.

Questa è la situazione oggi. Secondo i dati di Google Search Console, confrontando gli ultimi 6 mesi con il periodo precedente:

  • i click sono passati da 2.150 a 5.270
  • le impression da 174.000 a oltre 449.000
  • la posizione media è migliorata da 20 a 8,7

Parallelamente, il sito ha iniziato a posizionarsi per keyword molto specifiche, legate alle ricerche reali degli utenti. Non traffico generico. Traffico che cercava esattamente i prodotti di Paola.

Le richieste non sono arrivate da subito, ma in modo progressivo. E quelle richieste si sono trasformate in clienti reali.

L’evoluzione del progetto

A un certo punto il mio lavoro con Paola ha cambiato forma. Non più solo supporto operativo, ma formazione.

Ho affiancato Paola con un percorso SEO per renderla autonoma nella gestione dei contenuti.

Oggi il sito continua a lavorare:

  • nei momenti più tranquilli lo segue in autonomia
  • quando ha bisogno, lavoriamo ancora insieme

Non è più una vetrina. È diventato uno strumento attivo.

Cosa dimostra questo progetto

Questo progetto mi piace perché racconta una cosa molto concreta. Non è il sito a non essere posizionabile. È la strategia a fare la differenza.

E quando la direzione è chiara, anche un progetto semplice può iniziare a portare risultati veri.

Ecco le parole di Paola sul lavoro che abbiamo fatto insieme

Hai un progetto simile?

Hai anche tu un sito che non porta richieste?
Se senti che il tuo progetto ha potenziale ma non sta funzionando, possiamo guardarlo insieme.

Non serve stravolgere tutto. Spesso serve solo trovare la direzione giusta.